Qual è il font giusto per il tuo prossimo progetto e come sceglierlo.



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Non è semplice scegliere il font giusto per ogni progetto e non è semplice sapere quando usare il nostro font preferito. I caratteri tipografici rappresentano lo strumento principale di ogni designer. Ne esistono probabilmente miliardi ed ognuno di essi esprime un certo tipo di linguaggio. I font rappresentano l’anima di ogni progetto e possono causarne il declino o il successo a seconda di come vengono selezionati.

Esiste un modo corretto per scegliere il font adatto?

In realtà non è semplice rispondere a questa domanda. Non si tratta solo di scegliere un font, ma di aggiungere un certo tipo di visione a un progetto, di completare un obiettivo. Il carattere tipografico è l’ingrediente principale di una ricetta, ma il risultato che si vuole ottenere deve essere chiaro ancor prima di accendere i fornelli.

La tipografia, intesa come disciplina che si occupa della creazione e dell’utilizzo dei caratteri tipografici, è una pratica antica e particolarmente complessa. Non è facile creare un font almeno quanto non è semplice scegliere il font giusto.
Per fortuna oggi esistono numerosi strumenti online e offline che ci consentono di testare e valutare diverse opzioni, Uno di questi strumenti è Google Font©. Questo servizio gratuito di Google comprende una grande libreria di font tra cui scegliere il proprio preferito sia utilizzandolo in un progetto online che scaricandolo e installandolo sul proprio computer.

Negli anni abbiamo usato diversi di questi caratteri, sia per progetti web che per qualche progetto di stampa. Abbiamo sicuramente i nostri font preferiti e tra questi, abbiamo stilato la nostra classifica personale.

Roboto

Il Roboto è forse il più famoso dei font di Google. Non solo perché è un font di sistema per i suoi sistemi operativi e per diversi dispositivi mobili Android, ma soprattutto perché è un buon font. Questo sans-serif dall’aspetto cordiale e tecnico è estremamente versatile e si presta a diverse applicazioni sia su web che in stampa (ovviamente con i dovuti accorgimenti).

Quando usare il font Roboto?

Scegliere questo font è qualcosa che prima o poi capiterà a tutti nella vita. Intanto perché fa comunque parte di qualcosa che ci accompagna quotidianamente nell’uso dei nostri device, ma anche perché il suo aspetto discreto conferisce stabilità e coerenza. Il Roboto è sicuramente una scelta adeguata quando si desidera mantenere un tono educato, ma non ingessato. Può essere formale, ma mantiene un aspetto confidenziale.

Qui potete trovare il Roboto

Archivo

Questo è un altro font a cui siamo molto legati. L’Archivo infatti è stato per lungo tempo il font della nostra brand identity, sia lato web che stampa. È un font che ci piace molto per il suo aspetto elegante e raffinato. La sua caratteristica più interessante è sicuramente avere dei numeri bellissimi. Questo è stato infatti uno degli aspetti che maggiormente ci ha conquistato.

Quando usare il font Archivo?

Questo non è un font semplice da gestire e da scegliere. È ben disegnato e si presenta a molti usi, ma ha una grossa personalità. Aggiunge infatti la sua nota caratteristica ad ogni progetto. Anche questo è un sans-serif come il Roboto, ma a differenza di questo font, l’Archivo ha una maggiore presenza in scena. Si avvicina concettualmente alla tipografia svizzera ponendo grande attenzione al contrasto tra spazi pieni e spazi vuoti. Per progetti significativi e contenuti che richiedono un contenitore di valore, sofisticato e con una grande personalità, l’Archivo è sicuramente la scelta azzeccata. Noi lo abbiamo usato nell’ultimo progetto realizzato per Legambiente.

Qui potete trovare l’Archivo

Bebas Neue

Inizialmente questo font veniva distribuito da un altro sito web di caratteri tipografici gratuiti. Dopo un restyling e un miglioramento è stato poi inserito nella lista dei font di Google. Si tratta di un sans-serif condensed molto elegante e versatile. Il Bebas è un font con un’aria internazionale, perfetto in diverse lingue. Il fatto che non possegga un alfabeto minuscolo lo rende un’opzione perfetta per titoli e sottotitoli.

Quando usare il font Bebas Neue

Come tutti i font condensed, il Bebas va sicuramente usato con cura, senza esagerare. Scegliere questo font può avvantaggiarci nella creazione di un logo o di una serie di titoli editoriali, data la sua grande personalità e presenza scenica. È un font ordinato e pulito, senza spigoli, molto fiero e con delle proporzioni molto aggraziate. Ha un’ottima crenatura e una buona interlinea e si presta facilmente a progetti di illustrazione tipografica.

Qui potete trovare il Bebas

Source Serif Pro

Finalmente arriva il turno di un bel serif. Questo font è uno dei nostri serif preferiti. È elegante, discreto, ma non passa inosservato. Selezionare un serif per un progetto è sempre complicato perché il loro DNA ci ricollega immediatamente al passato ed è complicato conferire un aspetto moderno alla composizione quando si ha a che fare con questo genere di font. Complicato, ma non impossibile. Il Source Serif Pro infatti è uno di quei serif che si presta perfettamente ad un uso alternativo, fuori dalle righe.

Quando usare il font Source Serif Pro.

Come appena detto, questo font ha un’anima decisamente moderna. Abbinato a un sans-serif produce un contrasto eccellente e fresco che caratterizza il contenuto e crea equilibrio tra gli elementi. Il modo migliore di scegliere il SSP come font per i propri progetti è di insistere. Al primo tentativo non restituisce il suo valore. Questo carattere tipografico ha bisogno della giusta dimensione, dello spazio giusto e del contrasto ideale per offrire tutto il suo apporto. Provare per credere.

Qui potete trovare il Source Serif Pro

Playfair Display

Chiudiamo questa top five con un altro serif, questa volta con un sapore completamente differente rispetto al SSP. Il Playfair Display è infatti un font molto elegante e raffinato. Il font perfetto da scegliere per accompagnare contenuti di grande rilevanza. Non è particolarmente indicato per i paragrafi, ma offre una grande espressività se utilizzato in titoli anche di media e lunga durata.

Quando usare il font Playfair Display

Questo carattere ha un aspetto vagamente condensed. Non è il classico romano antico la cui caratteristica unica risiede nella grazie che gli conferisce il contrasto tra le aste. Questo font ha un aspetto molto moderno e contemporaneo, molto “newyorkese” e meno europeo di un serif classico. Noi lo abbiamo trovato perfetto per raccontare brand sofisticati, ma giovani e proiettati verso il futuro. Non ha un aspetto consono, ha un tono a volte impertinente pur rimanendo autorevole e autoritario. Un’ottima alternativa a un Bodoni o a un Didot.

Qui potete trovare il Playfair Display

Si chiude così la nostra piccola classifica personale. Certo, non sono solo questi i font che ci piacciono, ma ci piaceva l’idea di condividerne qualcuno con voi, sperando che sia utile e di ispirazione. Scegliere il font è come scegliere un partner, un amico, un piatto da mangiare in un menu, un abito da indossare. Questa scelta racconta chi siamo, cosa pensiamo e in che modo vediamo il mondo. Perciò, la prossima volta che vi capita di scorrere tra i vari font per selezionare quello adatto, chiedetevi soprattutto, quale sarà quello che meglio saprà raccontare chi siete.

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