Quando è necessario cambiare il proprio logo e la propria immagine aziendale.



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GLS, uno degli attori più importanti nel settore del trasporto merci, ha recentemente cambiato il proprio logo e la propria immagine aziendale con un’importante operazione di restyling.

Come suggerisce il loro sito: “GLS, uno tra i principali player del Trasporto merci, svela oggi la sua nuova brand idendity. Il rinnovamento del marchio si basa su ciò che ha reso GLS un’azienda di successo nel settore e supporta le ambizioni di crescita dell’azienda. L’obiettivo di GLS è rendere ogni consegna speciale, offrendo soluzioni adatte a ogni esigenza. La rinnovata identità del marchio riflette l’impegno e la dedizione dell’azienda con un look fresco, dinamico e orientato verso il mondo digitale.”

Perché un’azienda decide di modificare il proprio asset comunicativo e cambiare il proprio logo e la propria immagine aziendale?

Le ragioni sono molteplici. Nel caso di GLS, ad esempio, è probabile che il cambio dell’immagine corrisponda ad una nuova strategia di espansione che miri a raggiungere un pubblico più ampio e sicuramente più giovane. In quest’ottica cambiare linguaggio visivo può sicuramente supportare una strategia di marketing differente da quella utilizzata fino a quel momento. A quanto pare è nata nell’azienda la necessità di allinearsi al mondo “digitale” in maniera più evidente. Nello specifico il continuo riferimento a linee che si congiungono a punti colorati come circuiti stampati, sottolineano questa analogia tra il mondo del trasporto merci e la visione digitale dell’azienda.

L’aspetto di un brand, la comunicazione aziendale, un sito web, influiscono in maniera decisiva sulla percezione che i clienti hanno di un’azienda. Non è solo un vezzo artistico, ma una fondata esigenza professionale.

Molte realtà non funzionano proprio a causa di una asimmetria tra l’immagine prodotta e il servizio offerto. Nel caso di GLS, l’azienda si è probabilmente accorta di essere percepita come un protagonista secondario nel proprio settore di appartenenza. Chiaramente questa convinzione deve essere sempre supportata dai dati.

Un restyling di un brand richiede delle coordinate ben precise e non può essere fatto alla cieca.

Se il lavoro sarà svolto a regola d’arte allora l’azienda ne riceverà un beneficio, altrimenti la situazione potrebbe anche peggiorare. Solo il tempo può stabilire se l’intenzione che ha guidato il rinnovamento ha prodotto risultati soddisfacenti. La scelta di cambiare completamente logo e immagine aziendale è una scelta importante. Il design grafico produce effetti profondi sulla psicologia delle persone. Scegliamo un prodotto dallo scaffale perché abbiamo familiarità con il suo packaging che ci comunica un certo tipo di messaggio.

Questo messaggio entra nella nostra quotidianità attraverso la pubblicità o la semplice esposizione. Solo però quando il prodotto risponderà con coerenza all’aspettativa prodotta dal suo aspetto, entrerà nelle nostre grazie.

Tutto questo potere è guidato dalla magica formula del design. Ecco perché un’azienda solida e orientata alla crescita deve costantemente produrre un’analisi approfondita del proprio linguaggio visivo. Lo scopo è di non perdere terreno con i propri clienti e con le generazioni che si avvicendano.

Certo, alcuni brand rimangono invariati perché diventano parte di una cultura popolare specifica, come Coca-Cola o Ferrari o Chanel. Oggi però è difficile replicare queste esperienze in un mondo globalizzato e velocissimo che modifica continuamente il modo con cui percepisce se stesso.

Un buon restyling può salvare un’azienda tanto quanto un cattivo restyling può distruggerla. Ai professionisti della comunicazione viene lasciato il compito di validare e valutare il risultato. Buona ricerca.

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