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Nicola Cozzolino
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Processo creativo tra verità e coerenza progettuale.

Nessun processo creativo si completa in un solo passaggio. Per ottenere un buon risultato, bisogna lavorare duro e tenere ben saldo il timone fino al traguardo. È scorretto credere che un’idea si realizzi nel tempo rimanendo identica in ogni sua fase di sviluppo. 

Quando, ad esempio, si progetta un sito internet, i passaggi da fare sono molteplici e anche poco prima della pubblicazione si può ritoccare o migliorare un percorso, una didascalia o un’interazione. Per quanto si cerchi di essere precisi in ogni fase della progettazione, dal wireframe al design della user interface, per quanto si cerchi di produrre una user experience adeguata e sostenuta da validi principi, sarà sempre la fase di testing a stabilire la validità di un prodotto digitale. 

Esiste anche un piano B: usare template. È giusto? È sbagliato? Nessuna delle due risposte è definitiva. È giusto quando l’intento è dichiarato ed è sbagliato se viene nascosto al cliente. La verità è l’unica differenza. Vendere un prodotto, risultato di un processo creativo che qualcun altro ha già testato e preparato per l’utilizzo finale è innanzitutto una scelta basata sulla necessità di risparmiare tempo. 

Produrre un portale partendo dalla carta ha sicuramente un valore differente, come un abito cucito su misura, ma non tutti possono permettersi un abito sartoriale. A molto basterà un bel vestito colorato in un buon negozio, ad altri magari interesserà soltanto noleggiarlo. La differenza la farà soltanto il venditore nel dichiarare correttamente ciò che sta offrendo al proprio cliente. 

Nessuno deve essere ingannato, la conoscenza è libertà. 

Fin quando non si renderanno partecipi gli altri del nostro lavoro, la complessità e i vantaggi derivanti da un processo corretto e ben finanziato, non saranno noti. Questo atteggiamento danneggia un intero settore e i suoi attori. Purtroppo i millantatori e gli imbonitori esistono in qualunque campo delle attività umane, ma nessuno può indossare una maschera per sempre senza correre mai il rischio di perderla. Perciò non bisogna occuparsi del percorso altrui, non bisogna rincorrere gli errori per avere l’opportunità di dimenticare i propri per la soddisfazione di puntare un dito. Il processo creativo è un’esperienza personale il cui risultato va condiviso e riconosciuto.

Bisogna, piuttosto, concentrarsi su se stessi e aderire a un’etica professionale condivisa che segni la direzione da seguire e offra spunti di miglioramento. La progettazione è un percorso, la capacità di compierlo è correlata all’impegno prodotto ed è questo impegno che determina il costo e il valore di un servizio. 

Non dovrebbero esistere scarpe di bassa qualità vendute ad un prezzo elevato. La coerenza tra prodotto e costo si basa sulla corretta comunicazione del valore di ciò che si offre e più il professionista avrà il coraggio di dichiarare il proprio operato con onestà e chiarezza e maggiormente si avvicinerà al proprio cliente. 

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