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Nicola Cozzolino
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Le idee geniali sono sempre ovvie una volta comprese.

Le idee geniali sono sempre ovvie una volta comprese. 

Questa frase mi ha sempre colpito per una serie di ragioni. La prima di queste è sicuramente che è terribilmente vera e la stessa frase è un esempio di ovvia genialità. 

Il nostro lavoro è basato sulle idee e sulla loro qualità. Siamo purtroppo abituati a vivere in un mondo proiettato verso la vacuità e la mediocrità dei contenuti poiché si ritiene più produttivo affamare le menti piuttosto che nutrirle. 

Ma nonostante ciò, esistono centinaia di queste geniali idee che accompagnano la nostra quotidianità. Gli smartphone, I tablet, gli smartwatch e tutta la recente tecnologia “portatile” sono esempi di geniale semplicità. 

Tempo fa ebbi un alterco con un collega che riteneva utilizzassi “sempre” il cerchio come soluzione ad un problema di progettazione. Erano gli anni della mia formazione scolastica e non avevo sicuramente sperimentato tutte le soluzioni che oggi fanno parte del mio bagaglio e di quello del mio team. Non risposi a quell’osservazione ma mi sfioró un solo pensiero. 

In effetti il cerchio è una soluzione ovvia e semplice, ma lo è davvero prima che venga applicata?

Il logo della Apple è una semplice mela a cui è stato dato un morso, ma se era così semplice come mai nessuno ci aveva pensato prima? Il nome del brand “Diesel” figlio di una genialità tutta italiana è anch’esso un esempio di questo tipo di produzione di grandi semplici idee. 

Alla fine esiste un solo essere umano che inventa e tutti gli altri imiteranno il suo gesto. Generazione dopo generazione miglioriamo il nostro rapporto con ciò che utilizziamo producendo nuove visioni e nuove applicazioni.

È da questo utilizzo e ricerca costante che nascono le idee. Sono sicuro che in marketing o in una qualsiasi disciplina correlata esista un nome specifico per questo genere di attitudine, ma alla fine si tratta solo di allegare gli orizzonti, pensare fuori dagli schemi, produrre innovazione un passo alla volta innanzitutto per se stessi e poi per gli altri. 

Spesso ripeto continuamente ai miei studenti che ciò che va bene a loro andrà bene anche per me, perché essi sono i giudici del loro operato. Il mio compito è soprattutto quello di valutare e istruite durante il percorso, ma il risultato è loro totale responsabilità. 

Un’idea può essere indotta quindi, possiamo produrre semplici genialità partendo dalla nostra esperienza, recuperando la nostra natura curiosa e la nostra voglia di superare gli ostacoli. Quante volte abbiamo espresso opinioni su di un prodotto che non rispondeva alle nostre esigenze, quante volte abbiamo trovato difficoltà ad usare un sito internet i a comprendere un marchio. Ecco, quella è la scintilla da cui comincia il fuoco creativo. Certo, non tutte le idee saranno legittime, non tutte saranno valide e non tutte saranno realizzabili. Ci saranno sempre più domande che risposte, ma forse è proprio questo il bello della vita e il bello di essere designer: continuare a chiedersi il perché delle cose e continuare a cercare le risposte giuste per noi. 

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